Doppio velo
note riciclate
Raccolgo e ripropongo una serie di note pubblicate negli ultimi mesi, integrate da associazioni spontanee.
Fenomenologia della carta igienica - Premessa.
A (s)proposito dell’oggetto prescelto:
Alles kann Gegenstand und Anlass ästhetischer Forschung sein / Tutto può essere oggetto e occasione di ricerca estetica.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 4
Fenomenologia della carta igienica #1 - Ho visto la carta igienica incatenata
In un dormitorio, a Berlino, la mattina dopo colazione, usciti gli ospiti, i volontari fanno il giro per svuotare i cestini, cambiare gli asciugamani, rifornire le scorte di assorbenti e di struccante per occhi, pulire i posaceneri in terrazzo. In ogni bagno c’è una catena passata intorno al tubo del termosifone. Con la chiave si apre il lucchetto, si sfilano i cilindri di cartone vuoti, si inseriscono quattro rotoli nuovi per la sera successiva. Poi si chiude il lucchetto. Altrimenti la carta igienica sparisce.
A proposito di stato sociale:
Fenomenologia della carta igienica #2 - Carta igienica e mancanza di fede.
Racconta un filosofo: in un Paese socialista non mancava la carta igienica. Il governo rassicurava: non manca la carta igienica. I cittadini si fidavano del governo e sapevano: non manca la carta igienica. Eppure, pensava il cittadino, ci sarà pur qualche idiota che non fidandosi penserà: mancherà la carta igienica. E questi idioti, ragionava, si precipiteranno ad acquistare scorte di carta igienica, cosicché: la carta igienica mancherà. E allora, deduceva il cittadino: devo fare scorta di carta igienica. E così tutti, pur non credendo che la carta igienica sarebbe mancata, ma credendo che altri lo avrebbero creduto, ne facevano scorte, e la carta igienica mancava.
A proposito di credenze:
Kunst darf lügen - zu Gunsten einer anderen Wahrheit / L’arte può mentire - a vantaggio di altre verità.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 9
Fenomenologia della carta igienica #3 - Immagina una scenografia di carta igienica.
Sotto uno specchio semitrasparente, enorme, inclinato di 45 gradi, una danzatrice, un danzatore, strisciando su un pavimento nero, srotola il nastro bianco e lo dispone a formare sagome: una scala, una sedia, una casa, un piano inclinato. Proiettate dallo specchio nello spazio, quelle strutture si sollevano sullo sfondo, plastiche e reali. Altri, dietro lo specchio, abitano quella casa, siedono su quella sedia, si riparano sotto quel tetto di carta igienica. Poi, sempre strisciando a terra ma scivolando quasi senza attrito, il danzatore, la danzatrice fa come a scalare i muri o le pendenze che ha appena costruito, il suo corpo riflesso nella terza dimensione si arrampica, penzola da un estremo di carta igienica, precipita come nel vuoto.
Immagini: Nico and the Navigator, foto di Oliver Proske (sinistra), Dieter Harwig (destra).
A proposito di specchi:
Fenomenologia della carta igienica #4 - La carta igienica contro il potere.
A scuola gli studenti infilano rotoli interi nella tazza del water incastrandoli bene nel fondo, poi tirano lo sciacquone per farli il più possibile gonfiare, appesantire, macerare. O magari ne strappano lunghe strisce, le bagnano, le incollano metodicamente alle pareti come un perlinato putrido. Oppure ne formano collinette umide che spargono sul pavimento a foggia di mine e pestandoci sopra le caricano di fango.
A proposito di guerriglia scolastica:
In Alltagserfahrungen sind bereits wesentliche Handlungs- und Erkenntnisweisen vorgegeben – man muss sich ihrer nur bewusstwerden. / Le esperienze quotidiane contengono già modalità essenziali di cognizione e azione - occorre solo acquisirne consapevolezza.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 7
Fenomenologia della carta igienica #5 - Carta igienica e declino culturale.
Collegio docenti, punto 3 all’ordine del giorno: carta igienica. Documentazione fotografica dello scempio nei bagni proiettata su quattro metri per tre in aula magna per lo sdegno della platea. Il pessimismo culturale cala come una coperta scura su centocinquanta docenti, alcuni attoniti, altri improvvisamente loquacissimi. Si discutono le possibili contromisure: telecamere, sorveglianze, spioncini, erogazione individuale razionata di tre quadratini a testa in segreteria, foglietti invece di rotoli, rimozione delle pareti divisorie tra i water, denuncia contro ignoti, eliminazione della carta igienica, obbligo di portarla da casa, divieto generale di utilizzo dei bagni. Il piano pragmatico, quello didattico e quello morale si intersecano pericolosamente. Si affaccia la lotta di classe quando il bidello prende la parola: voi non siete tanto meglio, non sapete usare lo spazzolone.
A proposito di pessimismo culturale:
Selbstreflexion und Bewusstseinsprozesse erhalten neue Dimensionen / Processi di riflessione e presa di coscienza di sé acquisiscono nuove dimensioni.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 14
Fenomenologia della carta igienica #6 - Carta igienica e/o vino rosso.
Fece notizia che in Germania durante il lockdown del 2020 si corresse all’acquisto di carta igienica. Quando Angela Merkel fu sorpresa con i rotoli nel carrello, fu grande la sensazione e molto apprezzata la sua caratura morale, esempio per il popolo: ne aveva solo un pacco. I francesi, si favoleggiava, accumulavano intanto vino e preservativi. Informazione di livello con un tocco di nazionalismo essenzialista per farsi due risate in tempi bui. Ma la Merkel, sprezzante dei confini, nella spesa aveva anche diverse bottiglie di rosso. Sull’acquisto di preservativi non sono trapelate indiscrezioni.
A proposito di Germania:
Fenomenologia della carta igienica #7 - La carta igienica d’oro…
… sembra non essere mai veramente esistita, esistono invece la bistecca ricoperta di foglia d’oro (si chiama golden Tomahawk, ve la prepara lo chef Salt Bae per 850 sterline) e il water d’oro (si chiama America, è opera di Maurizio Cattelan, non ha prezzo) come valide alternative per portare i vostri escrementi a diretto contatto con il metallo prezioso. Sospetto invece che lo spazzolone d’oro (in vendita dalla ditta bcube per 336 Euro I.V.A. compresa) non sia zecchino. Comunque, se il bidello (cf. fenomenologia #5) avrà nel frattempo appeso nel bagno degli insegnanti la Toilettenbürstenbenutzungsanweisung, è probabile che ne gradirà ugualmente l’utilizzo competente.
(Istruzioni per l’uso dello spazzolone da bagno. Da sinistra a destra: sbagliatissimo, sbagliato, quasi giusto, giusto).
A proposito di spazzoloni:
Fenomenologia della carta igienica #8 - La memoria occupata dalla carta igienica.
Tenera tenderlì. Millenovecentottantacinque. Tenera come che. Regime restrittivo su televisione e dolci in vigore a casa mia. Tenera come un volo. Maratone di recupero a casa di mia nonna: i panini alla Nutella, le frittelle cosparse di zucchero, Loretta Goggi in quiz, il film di Walt Disney il venerdì sera. Che tenero è. Tornavo a casa e facevo inorridire mia madre cantando tutte le pubblicità a memoria.
Impossibile fare spazio adesso, il jingle della carta igienica si è incrostato nell’ippocampo.
A proposito di sinapsi:
Die Vorgehensweisen sind nicht additiv, sondern vernetzt / Le procedure non sono additive, ma reticolari.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 5
Fenomenologia della carta igienica #9 - La carta igienica che manca.
A Gaza, per esempio.
A proposito di Gaza:
Fenomenologia della carta igienica #10 - La carta igienica in endecasillabi faleci.
Carta immerdata, imbrattata, igienica, papier merdeux, conchié, de merde, Scheißannalen, papeles puercos, shitty sheets… sono alcune delle più autorevoli traduzioni citate da Stefano di Brazzano (1) della Scuola Normale Superiore di Pisa per la cacata carta di Catullo (Carme XXXVI). Incisivo l’originale latino quanto appassionante il dibattito filologico intorno alla questione: avrà Catullo, per insultare il poetastro Volusio, voluto paragonarne gli annali a carte imbrattate di cacca (anticipando di diciotto secoli l’invenzione della carta igienica), o forse piuttosto denigrarne la poesia come prodotta dall’ano invece che dal cervello, cagata invece che pensata, oppure, terza opzione, solo metaforicamente descriverne la prolissità come diarrea verbale? Di Brazzano ci invita a non escludere nessuna sfumatura e ad accogliere la molteplicità semantica racchiusa nel sintagma: poesia smerdata, cagata e diarroica. Perché scegliere quando si può avere tutto?
(1) Stefano Di Brazzano, Cacata charta, Nota a Catull 36, 1 e a Priap. 69, 4 in Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici, No. 43 (1999), pp. 179-189
A proposito di ispirazione:
Fenomenologia della carta igienica #11 - Something very important we need to do as soon as possible.
È ascoltando il valzer della seconda Jazz Suite di Shostakovich che Alice, Nicole Kidman in abito da gran sera di pizzo nero con profonda scollatura sulla schiena, clavicole in vista rivestite di pelle immacolata, boccoli di rame a cascata studiatamente ribelli, occhialini tondi maliziosi su nasino irresistibile, seduta sul water, finisce di fare la pipì nel bagno moderatamente spazioso e realisticamente disordinato di un appartamento a New York, e tiene già in mano il pezzo di carta igienica quando la cinepresa entra insieme a Tom Cruise, un Bill ancora ignaro delle rivelazioni devastanti che lo aspettano durante il film, tanto che nemmeno la guarda quando lei gli chiede «How do I look?» ma risponde sovrappensiero in automatico «Perfect» mentre lei, sollevando la lunga gonna che rivela distrattamente due sottili giarrettiere nere su lunghe lunghissime cosce, si alza e si asciuga. Non per finta, si asciuga proprio sul serio, con gesto veloce e leggero. Poi tira l’acqua e il film comincia.
(Poster di Leszek Zebrowski)
A proposito di doppi sogni:
Fenomenologia della carta igienica - Conclusione.
Texte lesen und Texte schreiben ist lustvoll / Leggere e scrivere testi è un godimento.
Helga Kämpf-Jansen, Ästhetische Forschung, These 11













Questa tua fenomenologia della carta igienica io la adoro, te lo avevo già detto, aspettavo infatti il post raccolta con trepidazione. Ma non immaginavo di trovarmici dentro: grazie.
Peraltro forse non ti avevo detto che, per me, il bagno è una stanza importantissima e dove spesso nascono le idee migliori.
Speravo pubblicassi le tue note tutte assieme, avevo l'impressione di essermene persa qualcuna e infatti :) grazie mille anche per il link ❤️